Mentre il mondo intero se la spassava, qualche outsider e qualche nerd vide quello che nessuno aveva visto.

Non io. Io non sono un nerd, sono un gran fico.

The Big Short, Adam McKey

Altro che Gordon Gekko e lupacchiotti di Wall Street, noi preferiamo i tipi alla Michael Burry: la vera persona dietro il protagonista del più bel film sulla crisi del 2008, The Big Short.

A quelli come noi piacciono i numeri, le tabelle, i grafici e le analisi. Ci piace il metodo scientifico, gli algoritmi e a qualcuno pure Star Wars.

Per questo da noi il termine “performance” ha un significato diverso da quello che gli dà la maggior parte dei nostri colleghi. La nostra priorità è proteggere i patrimoni che ci vengono affidati.

Un buon esempio è proprio la crisi del 2008.
4Timing uscì dal mercato il 30 luglio del 2007 con l’indice S&P 500 a 1473 punti e rientrò solo il 17 luglio del 2009.

In quei quasi due anni ci perdemmo il rimbalzo del 21 novembre 2008 quando il mercato americano guadagnò oltre il 12% in soli due giorni. Spiegarlo ai nostri clienti fu difficile. Alcuni ci lasciarono e molti non capirono, abituati a pensare con il senno di poi.

I nostri dati però parlavano chiaro: ci trovavamo nell’occhio del ciclone e tutto sarebbe crollato da un momento all’altro.

Il 6 marzo del 2009 l’S&P 500 toccò il suo punto più basso a 666 punti, dopo aver bruciato, dall’inizio della crisi, oltre il 56% della sua capitalizzazione.

In alcuni casi evitare i giorni peggiori è più importante che azzeccare i migliori.

Rimanere sempre investiti affidandosi al fatto che, “alla fine, il mercato è sempre risalito” è un argomento buono solo per tenervi al tavolo da gioco. Come diceva John MaynardKeynes: “I mercati possono essere irrazionali per molto più tempo rispetto a quanto io posso essere solvibile”.

S&P500