La gestione del portafoglio e dello stress finanziario. Come deve operare il gestore patrimoniale ai tempi del Covid-19

La gestione del portafoglio e dello stress finanziario. Come deve operare il gestore patrimoniale ai tempi del Covid-19

Gli studi di finanza comportamentale dimostrano che i processi automatici, guidati dall’intuito e dalle emozioni, hanno una certa influenza sul modo di agire degli investitori, tanto più in situazioni stressanti – come può essere la gestione del portafoglio ai tempi del Covid-19.

 

È in occasioni come questa che il confronto con un gestore patrimoniale si rivela fondamentale.

 

Quali sono, però, i reali vantaggi di rivolgersi a un gestore indipendente come 4Timing SIM? Quali servizi a valore aggiunto possiamo offrire in un contesto di incertezza come quello attuale?

 

Come è portato ad agire l’investitore in condizioni di incertezza.

 

Una gestione e pianificazione efficiente del patrimonio famigliare ha come obiettivo garantire il benessere della propria discendenza, il perpetuarsi dell’unità familiare e di principi morali trasmessi di generazione in generazione. Tanto più in una fase storica in cui il futuro pare incerto e le risorse finanziarie così scarse da non potersi permettere di disperderle in investimenti maldestri.

 

L’informazione finanziaria fa leva sulla tutela e la conservazione del patrimonio, con messaggi di moral suasion che invitano gli investitori all’inazione e al rispetto dell’impostazione temporale del proprio portafoglio strategico.

 

Attenzione, dunque.

 

Attention grabbing è il modo in cui la finanza comportamentale definisce le informazioni che attirano in automatico l’attenzione dell’investitore e diventano poi centrali nelle sue scelte di investimento. In particolare, in momenti di difficoltà, il mercato finanziario sottopone l’investitore a un certo carico cognitivo, costringendolo a elaborare un numero elevato di informazioni in continuo aggiornamento. Non essendo possibile attendere a ciascuna informazione, la nostra psiche pone in atto una serie di strategie (euristiche) per semplificare il carico informativo, selezionando principalmente le notizie più vicine alla conferma del proprio pensiero. Si tratta di un meccanismo che consente di non sovraccaricare il sistema cognitivo, ma anche di un comportamento profondamente influenzato dall’emotività, che di conseguenza incide sulle decisioni prese.

 

Attenzione dunque perché i contenuti della finanza comportamentale possono essere strumentalizzati, al fine di giustificare un incoraggiamento al consueto approccio buy and hold.

“Restare investiti” dovrebbe quindi evitare movimentazioni tattiche con timing di investimento errato, ma non consentirebbe all’investitore di beneficiare appieno delle tendenze rialziste ciclicamente proposte dai mercati, esponendolo contestualmente anche a tutte le altrettanto cicliche tendenze ribassiste.

 

A questo punto, subentra un altro concetto chiave: la propensione al rischio. Al concetto stesso di rischio, con cui in ambito finanziario si indica la variabilità degli esiti di un investimento, si tende a conferire un’accezione negativa: molti studi, infatti, dimostrano che l’investitore percepisce la sofferenza procurata da una perdita monetaria, con un’intensità circa 2,5 volte superiore rispetto alla soddisfazione generata da un guadagno della stessa somma.

 

Questa è la ragione per la quale si parla di effetto di disposizione, per cui spesso si vendono troppo presto titoli che iniziano a guadagnare valore e al contrario si tengono a lungo in portafoglio titoli che perdono valore. In quest’ultimo caso, infatti, vendere significherebbe per l’investitore ammettere definitivamente una perdita, mentre vendere nel momento in cui il titolo sta aumentando equivale a rendere definitivo il guadagno e quindi a percepire un’emozione positiva.

In un momento come quello attuale, in cui i mercati si trovano in una fase discensiva, la mancata propensione al rischio del risparmiatore già in perdita, lo rende sensibile all’invito di restare sempre investito, senza fare market timing. Questo perché, di fronte ad una perdita, l’investitore si trova a dover gestire due emozioni fortemente contrastanti: da un lato la volontà di vendere per porre fine ad una sofferenza, dall’altro la voglia di rimanere investiti nella speranza di recuperare le perdite.

Ma la gestione dinamica del rischio, ovvero non restare sempre investiti in balìa degli eventi, è davvero soltanto un atteggiamento cinico e speculativo?

 

Secondo alcuni studi che hanno analizzato i comportamenti ravvisati dai consulenti nei propri clienti, un errore frequente degli investitori è lasciarsi influenzare da notizie o eventi recenti.

 

In quali termini?

 

Dipende dalla generazione.

 

Per i Millennials questo comportamento viene messo in atto in particolare di fronte alla possibilità di perdere un’opportunità. Si parla di effetto framing, che li induce a provare un investimento se l’opinione comune pensa sia una buona idea.

 

La generazione X, immediatamente precedente, è la più soggetta a lasciarsi influenzare da notizie o esperienze recenti, e più si sale nella fascia di età più si aggiunge anche un certo grado di ritrosia a investire in prodotti più nuovi, e perciò meno conosciuti, oppure in quelli che non comportano il raggiungimento di un determinato guadagno o obiettivo nel breve periodo.

 

Pianificazione attiva. Ecco cosa può fare il gestore patrimoniale

 

Gestire la componente emozionale, anche mediante l’ausilio di sistemi quantitativi e di intelligenza artificiale, è la strategia di money management messa in atto da 4Timing SIM.

 

In qualità di gestori indipendenti forniamo una prestazione d’opera intellettuale al cliente, di cui conosciamo le reali esigenze. Ci rivolgiamo al risparmiatore che, di fronte a un periodo di forte incertezza, non voglia farsi fagocitare da un atteggiamento egoista e avido, e avverte invece l’esigenza di conservare il proprio patrimonio famigliare, così da garantire la sussistenza necessaria alle future generazioni pur nella momentanea incertezza della situazione contingente.

 

Una gestione individuale consente di mettere in atto una visione proattiva attraverso un dialogo trasparente e di agire in maniera sistematica nella gestione e pianificazione finanziaria.

Noi di 4Timing SIM mettiamo a disposizione dei nostri clienti una logica di servizio e non di prodotto, fatta di controllo dei costi, controllo del rischio e gestione comportamentale del portafoglio.

 

La comunicazione tra investitore e gestore è sempre determinante, ma a maggior ragione in momenti di difficoltà l’obiettivo è implementarla in una direzione realmente educativa: un’informazione trasparente e non viziata dai soliti e dannosi conflitti di interesse, rivolta unicamente alla tutela e conservazione del patrimonio del cliente.

 

Secondo una classifica stilata da Standard & Poor’s, l’Italia è fanalino di coda nel mondo per tasso di educazione finanziaria.

 

Consob rivela che solo un risparmiatore su due si avvale di un consulente in materia di investimenti.

 

Alcune introduzioni recenti in materia, come la MiFID2, devono iniziare a essere considerate un’opportunità di crescita e miglioramento dei servizi, e non soltanto un ostacolo al perdurare di un modello forse superato.

 

È un appello rivolto a tutti i gestori patrimoniali: bisogna accettare la sfida.

Noi di 4Timing SIM lo abbiamo già fatto, pronti a sostenerla con quanti ci accordano la loro fiducia.