HealthCare, di cosa si tratta e quali sono i trend di sviluppo di questo settore di investimento

HealthCare, di cosa si tratta e quali sono i trend di sviluppo di questo settore di investimento

L’HealthCare ha conosciuto negli ultimi anni una crescita considerevole e l’epidemia globale di Coronavirus ha ulteriormente accelerato i cambiamenti in atto nel settore, attirando l’attenzione di diversi investitori, che ne guardano alle potenzialità soprattutto in termini di sviluppo tecnologico.

In cosa consiste dunque l’articolato settore dell’HealthCare e quali sono i trend per il futuro?

 

Il settore dell’HealthCare e le sue potenzialità di investimento

 

L’HealthCare identifica il settore medico, comprendente aziende farmaceutiche e sanitarie.

A livello europeo, a partire dal 2015 l’HealthCare è diventata una delle asset class che primeggiano nelle preferenze di investimento, rappresentando oggi circa il 23% del settore degli investimenti alternativi.

Valutarne la presenza nel proprio portafoglio consente di perseguire una buona diversificazione del rischio e un outlook generalmente positivo per i fondamentali di questa specifica asset class.

Nel caso di titoli di aziende che operano nel settore farmaceutico, i trend sono generalmente soggetti a importanti fluttuazioni di mercato, dovute alle procedure di ricerca e approvazione di nuove cure farmacologiche, con conseguente deposito del brevetto e commercializzazione dei farmaci derivati. Ricerca, innovazione e sviluppo sono i fattori chiave per le società che operano in questo settore, offrendo loro un vantaggio competitivo sul mercato rispetto alle aziende concorrenti.

Sono invece più difensivi nel lungo periodo i titoli del settore sanitario, la cui resilienza è dovuta a una domanda stabile, con una flessione minima della spesa per cure sanitarie, anche in periodi di recessione.

Tra i fattori contingenti che influenzano il settore dell’HealthCare, l’invecchiamento della popolazione mondiale svolge un ruolo determinante, ponendo nuove sfide al settore sanitario e farmaceutico. Questa contingenza demografica comporterà, infatti, una maggiore spesa per l’assistenza sanitaria e per l’innovazione delle attrezzature mediche nel prossimo futuro.

 

HealthCare, i cambiamenti messi in atto dal Coronavirus

 

Secondo l’analisi condotta da PwC, il settore dell’HealthCare ha registrato per l’anno passato un aumento del numero delle operazioni, per lo più legate al settore della diagnostica, e il connubio che unisce salute e innovazione tecnologica si preannuncia uno dei più interessanti in ottica prospettica.

A oggi, l’HealthCare sta mostrando una dinamica positiva pur entro un attuale contesto finanziario difficile e tendenzialmente negativo a livello globale.

Nel caso specifico di questo settore, il Coronavirus ha posto con urgenza la necessità di affrontare determinate tematiche, quali una più efficace diagnosi anticipata delle patologie, la possibilità di utilizzare la robotica in operazioni chirurgiche complesse o di adottare la telemedicina per consentire ai pazienti di interagire con uno specialista anche a distanza.

Proprio questo particolare contesto, quindi, ha fatto emergere più chiaramente le prospettive di sviluppo future: diagnostica, robotica e innovazione tecnologica in primis.

I macrotrend di sviluppo post-Covid19 individuati dall’analisi Global Health Care Outlook di Deloitte lo confermano. Il ricorso crescente a diagnostica, screening e test messi in atto per la pandemia, si prefigura come driver di cambiamento che implementa ulteriormente i sistemi di e-health già in atto per monitorare i pazienti cronici. Lo stesso ricorso a tecnologie che il distanziamento sociale ha reso necessarie, contribuirà poi a rendere più accettabile in futuro rivolgersi all’assistenza virtuale, tanto per i medici quanto per i consumatori.

A fronte di tale scenario, investire sulla trasformazione dell’HealthCare equivale a compiere una scelta di campo tematica di lungo respiro. La finanza comportamentale insegna però che in circostanze di mercati altalenanti, analoghe a quella attuale, la razionalità dell’investitore tende a venire meno, lasciando il posto all’aspetto emozionale e dimenticando pertanto gli obiettivi di lungo periodo.

Un meccanismo di money management che si avvale di sistemi quantitativi e di intelligenza artificiale, come quello gestito in maniera sistematica da 4Timing SIM, è in grado di arginare la componente emozionale nei processi decisionali e proteggere il patrimonio investito proprio dalle sensibili fluttuazioni cui è soggetto questo mercato.

Il confronto con un gestore patrimoniale può costituire pertanto un valido punto di partenza per essere più stoici e meno epicurei nel perseguire i propri intenti.

 

Il futuro dell’HealthCare

 

Per quanto riguarda la situazione attuale, secondo uno studio Preqin, gestori e investitori non si mostrerebbero a oggi preoccupati per i rendimenti sul lungo termine, a fronte però di un’accurata analisi del mercato nella fase post-emergenza a supporto degli investimenti.

Il settore dell’HealthCare rientra fra gli alternative investment che meno risentono del contraccolpo generato dal Coronavirus: guardando a un orizzonte più lontano del 2020, il 63% degli investitori intervistati afferma di non contemplare alcun cambiamento nella propria strategia futura in investimenti alternativi, e il 29% dichiara anche di volere investire maggiormente in essi.

Il futuro dell’HealthCare viene indagato invece nel report Driving the Future of Health, realizzato da Strategy&, azienda di consulenza strategica di PwC.

In uno scenario in cui, nell’arco di un decennio, l’assistenza sanitaria sarà incentrata su soluzioni personalizzate offerte al paziente, e si guarderà maggiormente a diagnostica, soluzioni digitali e analisi real time dei dati sanitari basati su big data, i colossi dell’i-tech come Amazon, Apple, Google e Microsoft potrebbero diventare i protagonisti dell’universo HealthCare.

In virtù delle competenze ed esperienze maturate nell’innovazione digitale, nell’utilizzo e nell’analisi dei dati e nella customer experience, i Tech Giants hanno già iniziato a cogliere alcune opportunità: sono entrati nei mercati della prevenzione e della diagnostica con propri prodotti, hanno registrato un numero crescente di brevetti nel settore sanitario negli ultimi anni e allo stesso tempo sono entrati in alcuni segmenti di mercato tradizionali delle aziende biopharma tramite acquisizioni e partnership.

La buona notizia? Il report rivela che la quasi totalità (96%) delle aziende biofarmaceutiche è consapevole del cambiamento alle porte, e considera fondamentale definire un approccio integrato capace di cogliere le nuove opportunità e di affrontare contemporaneamente le sfide imposte dai cambiamenti del settore. Non solo colossi i-tech, dunque. Molte aziende del biopharma si stanno muovendo con operazioni di M&A o partnership verso l’healthtec. Un esempio? L’accordo JV-Merk con Palantir Technologies mira all’applicazione di sistemi di data e analytics al mondo della ricerca oncologica.