Elon Musk e la sua filosofia di investimento. Una storia controversa, fra critiche e sguardo rivolto al futuro

Elon Musk e la sua filosofia di investimento. Una storia controversa, fra critiche e sguardo rivolto al futuro

Generalmente criticato dai big e apprezzato dai giovani, Elon Musk, business angel di startup innovative, è un investitore discusso e al tempo stesso considerato un imprenditore all’avanguardia.

La sua storia imprenditoriale è controversa, ma Elon Musk ha raggiunto obiettivi finanziari e di mercato che gli hanno permesso di scalare la classifica del Bloomberg Billionaires Index.

Come è giunto a questo traguardo? Qual è la sua filosofia di investimento?

La storia di Elon Musk e la sua filosofia di investimento

Nel corso della sua storia imprenditoriale, Elon Musk ha di volta in volta allocato il proprio patrimonio netto in investimenti per l’avvio di nuove startup.
Per questo considerato un business angel, ha investito in progetti imprenditoriali generalmente ad alto rischio ma ad alto rendimento atteso, e con un’elevata componente di innovazione tecnologica; mettendo a disposizione della nascente attività non solo il capitale di rischio ma anche il proprio know-how e la propria rete di relazioni.

La storia di Elon Musk è emblematica.

Fin da principio, nel 1999, i dollari ricavati dalla vendita di Zip2 – prima attività fondata con il fratello – sono stati destinati alla fondazione di X.com, uno dei primi tentativi di online banking, poi divenuta PayPal.
In seguito, grazie alla cessione di X.com nel 2002, è nata SpaceX, la società che ha proiettato Musk nel settore dell’Aerospace.
E non solo.
Verso la fine del 2016 Musk ha lanciato la startup ʽThe Boring Companyʼ, che nel campo delle infrastrutture si impegna nella realizzazione di tunnel che colleghino velocemente diverse aree del mondo. Nel 2017 è stata la volta di Neuralink, un progetto legato allo sviluppo dell’intelligenza artificiale a favore del potenziamento delle facoltà umane.

Da PayPal, SpaceX, The Boring Company fino a Tesla: ciascuna di queste società nasce come risposta a un bisogno della collettività.
Elon Musk ha da sempre scommesso sul possibile sviluppo dei settori che caratterizzeranno l’economia di domani: dal comparto dell’automotive e dell’energia rinnovabile con Tesla e SolarCity, a quello delle telecomunicazioni e dei trasporti con Starlink e Hyperloop, fino ad arrivare al settore aerospaziale.
Alla pari delle grandi aziende tecnologiche del mercato, le cosiddette GAFA (Google, Amazon, Facebook, Apple), Musk diversifica continuamente il proprio portafoglio sia finanziario che imprenditoriale, investendo in tecnologie emergenti e guardando con interesse a startup innovative.

Elon Musk, oneri e onori della sua filosofia di investimento

Le orbite di SpaceX, Tesla e delle altre società di Musk si intersecano regolarmente, tanto che l’imprenditore è stato più volte accusato di conflitto d’interessi.
Un esempio è il caso dell’acquisizione controversa di SolarCity da parte di Tesla nel 2016, quando l’azienda fondata dal cugino di Musk e specializzata in energia solare e pannelli fotovoltaici, in sofferenza per problemi finanziari, è stata rilevata da Tesla per 2,6 miliardi di dollari.
Molti osservatori hanno definito l’operato di Musk un salvataggio poco velato, costato per altro all’imprenditore una causa pluriennale con gli azionisti.

All’ordine del giorno, per Musk ci sono anche problemi di governance aziendale.
Per la guida di Tesla, infatti, non si è trattato di un atto di fondazione; la presa di posizione che ha condotto Musk ai vertici della casa automobilistica ha suscitato non poche controversie, soprattutto ai piani alti dell’azienda. Nel 2007-2008, l’imprenditore canadese ha convertito una cospicua parte di azioni privilegiate in azioni ordinarie, spodestando di fatto l’amministratore delegato di Tesla, e assumendo il ruolo di CEO della società.

Lo stesso Musk, oltre a investire gran parte del proprio patrimonio netto nelle sue attività, ne assume su di sé i prestiti, aumentandone l’esposizione.
Il prestito personale costituisce per l’imprenditore canadese un meccanismo di finanziamento, per cui Goldman Sachs e Morgan Stanley sono stati suoi prestatori.
È accaduto ad esempio nel 2013, quando, con l’approssimarsi della scadenza di un prestito governativo, Tesla necessitava di nuovi investimenti per finanziare il rimborso del capitale.
In questa occasione Musk ha ottenuto un prestito personale da Goldman Sachs, così da finanziare l’acquisto di nuove azioni.

La sua filosofia? Come dice lo stesso Musk, non chiedere agli altri di mangiare dalla fruttiera se tu stesso non sei disposto a farlo.

Stato dell’arte: quali traguardi ha raggiunto Elon Musk?

Il presente incorona Tesla come la casa automobilistica di maggiore valore al mondo.
Proprio con Tesla, Elon Musk ha festeggiato il raggiungimento di obiettivi finanziari e di mercato che lo hanno condotto a scalzare l’oracolo di Omaha e a incalzare Jeff Besoz nel Billionaires Index stilato da Bloomberg.

Nel corso del 2020 le azioni di Tesla hanno registrato un aumento di oltre il 700%, nonostante l’azienda di Musk abbia prodotto nel corso dell’anno passato circa mezzo milione di automobili: un numero relativamente esiguo se paragonato alla produzione di colossi mondiali come General Motors e Toyota.
Sostenuto dagli utili della società segnati in diversi trimestri dell’anno, a spingere il titolo di Tesla al rialzo è stata anche l’ingresso a fare parte dell’indice Standard & Poor’s 500 di Wall Street.

Il 21 dicembre 2020, il maggiore produttore di quattro ruote al mondo, in termini di capitalizzazione di mercato, ha rappresentato l’ingresso più pesante mai registrato dall’indice.
E se il primo giorno di scambi dopo l’ingresso si è chiuso a -6% con investitori che hanno fatto scattare realizzi di profitto dopo la lunga corsa del titolo, nella prima settimana del 2021 le azioni di Tesla hanno guadagnato un +12%.

Sulle previsioni per l’andamento di Tesla nel 2021, gli analisti si dividono.
Una cosa però è certa, c’è chi ha ricavato degli utili dalle azioni della società di Musk: Jason DeBolt, trentanovenne americano, grazie a Tesla potrebbe andare in pensione già alla sua giovane età.
Mentre generalmente gli investitori tendono a ridurre i rischi investendo su più titoli, questo ragazzo non ha diversificato il proprio portafoglio. Dal 2013 Jason DeBolt ha continuato a investire nell’azienda di Musk, arrivando così oggi a possedere 12 milioni di dollari in azioni.
Un atteggiamento pericolosissimo e a coefficiente di rischio estremo, paragonabile al gioco d’azzardo, che l’anno scorso lo ha portato a perdere anche 1,3 milioni di dollari in un solo giorno.
Cosa ne penserà il CEO di Tesla?

Spregiudicata o meno, con la sua filosofia di investimento Elon Musk ha perseguito obiettivi ambiziosi, accrescendo notevolmente nel tempo la propria fama, tanto da influenzare il mercato soltanto con un tweet.
È accaduto lo scorso 7 gennaio, quando Elon Musk ha involontariamente sestuplicato le azioni di Signal Advance Inc.
Involontariamente perché l’invito di Musk era rivolto a usare l’app di messaggistica Signal, a scapito di WhatsApp e del suo ultimo aggiornamento dei termini sulla privacy; ma a guadagnare è stata Signal Advance Inc., un’altra società attiva nel settore dell’healthcare.

Fear of Missing Out, paura di perdere l’occasione, o investitori poco oculati?
Sarebbe interessante conoscere cosa ne pensa Elon Musk, ma di certo, quando non si parla di scommesse ma di gestione del patrimonio, eliminare la componente emozionale dalle decisioni tattiche è fondamentale in un meccanismo di “money management.
Per questo le gestioni sistematiche di 4Timing SIM si avvalgono dell’ausilio di sistemi quantitativi e di intelligenza artificiale.
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